Incastonato,
un diadema di un tempo sospeso,
sospiro
guardarti così,
dietro la cortina di ferro dei tuoi ganci,
imposti, granitici, crudeli,
che artigliano quell’anima
di pietra rubea, prigioniera
di erosa passione,
a poco a poco, vecchia,
ingiallisce il tuo antico lùcore,
il peccato è che esiste una sola versione fugace
di quando,
brillavi sul capo di dame di corte,
solo piacere illusorio,
nessuno sa quanto vero per me,
mi sgomenta
vederti
sbriciolarmi, consumarmi con te,
in quello scrigno di ricordi riposti,
allora ti ho smontato e appeso,
diadema di granati,
al mio collo,
mi piego ai tuoi ganci
e allacciata,
solo per te, in una danza
come una volta,
ballo,
e non ti mollo
anche se pesi come un macigno,
mia illusione perduta.